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Informazioni > I luoghi

Come arrivarci

     

Partenza

   

A piedi

 

200 m

Destinazione

 

Nomentana - Regina Margherita

Linea

 

60

Direzione

 

Piazza Venezia

Fermate

 

6

Arrivo

 

Piazza Venezia

A piedi

 

200 m

Descrizione

Il Campidoglio, anche detto Monte Capitolino, è uno dei colli - il più piccolo dei sette - sui quale la leggenda vuole sia stata fondata Roma. La sua forma ricorda quella di una sella: il centro, cioè la parte concava, chiamato nell'antichità Asylum, corrisponde all'attuale piazza. Sulla cima di sinistra, la cosiddetta Arx dei Romani, si ergeva in passato il tempio di Giunone Moneta, sostituito qualche secolo più tardi dalla chiesa dell'Aracoeli. La sommità di destra, il Capitolium, era invece dominata dal tempio di Giove, interamente ricoperto di marmi preziosi e oro. A ridosso del Capitolium si ergeva la Rupe Tarpea, della quale è possibile ancora oggi individuare le rocce originarie. Dalla rupe, nell'antica Roma repubblicana, venivano gettati i traditori e le persone che si rifiutavano di testimoniare.

E' possibile arrivare alla magnifica piazza del Campidoglio salendo la Cordonata di Michelangelo, una scalinata dai gradini molto bassi e inclinati, tanto che nel passato era possibile salirli anche a cavallo. Ed è proprio un cavallo quello che colpisce l'occhio del visitatore alla fine della scala: la famosa statua equestre di Marco Aurelio che si staglia al centro della piazza (in realtà quella che si vede oggi è una copia; la versione originale, per motivi di conservazione, è ospitata nei Musei Capitolini).

La piazza, disegnata da Michelangelo, è delimitata da tre palazzi: il palazzo Nuovo a sinistra e il palazzo dei Conservatori a destra, sede entrambi dei Musei Capitolini, e, sul fondo, il Palazzo Senatorio che ospita l'Archivio di Stato e il municipio.

Cosa vedere qui

Cosa vedere partendo da qui

Curiosità

Tarpea
Una leggenda ha donato il nome alla Rupe Tarpea. Tarpeia, figlia del custode del luogo, tradì Roma, non si sa bene se per amore o per interesse, aprendo le porte della rocca ai Sabini di Tito Tazio. Tuttavia non beneficiò di alcun vantaggio. I Sabini stessi la soffocarono coprendola con i loro scudi e la gettarono dalla rupe.

Etimologia
Il termine inglese Capitol, indicante la sede del governo, così come il termine Capitale, riferito alla città capitale di uno Stato, derivano proprio dall'altro nome del Campidoglio: Monte Capitolino.

Una dea, molte oche, tantissimi soldi
Nel 390 a.C. i Galli, comandati da Brenno, assediarono Roma. Si tratta del cosiddetto "sacco", tristemente passato alla storia. Il popolo,
ridotto allo stremo delle forze, era assai tentato di cibarsi delle oche sacre a Giunone che vivevano liberamente sul Campidoglio. I Romani tuttavia resistettero per rispetto nei confronti della dea e fu una scelta saggia. Una notte, infatti, i Galli stavano per entrare nel Campidoglio ma Marco Manlio, ex console che presidiava la zona, venne svegliato dallo starnazzare delle oche che lo avvisarono del pericolo. Arrivarono i rinforzi e il Campidoglio fu salvo.
A
Giunone venne attribuito l'epiteto di Moneta (= colei che ammonisce, ammonitrice) e alcuni decenni più tardi fu costruito un tempio a lei dedicato.
Successivamente accanto al tempio venne edificata la Zecca. E fu così che l'attributo "moneta", passò in primis dalla dea alla fabbrica ("officina moneta") e poi al denaro che lì veniva prodotto.

Aracoeli

Le origini
La zona dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria in Aracoeli è sempre stata sacra. Oltre ai templi di Giunone Moneta e della Virtù vi era anche l'Auguraculum, il luogo dove gli àuguri predicevano il futuro osservando il volo degli uccelli.

Il nome
Aracoeli significa altare del cielo. Il nome deriva da una leggenda, totalmente infondata ma carina, che ha come protagonista l'imperatore
Augusto. A lui apparve una vergine bellissima che teneva in braccio un bambino e che pronunciò la frase: "Questo è l'altare del figlio di Dio", altare che, profondamente colpito, Augusto fece innalzare nello stesso luogo.

Il Bambino
Il Gesù Bambino originale (trafugato nel 1994) sembra fosse stato scolpito a Gerusalemme da un frate francescano e dipinto addirittura dagli angeli. Non basta: il legno utilizzato era quello di un olivo del Getsemani. Ma le leggende non finiscono qui. Il  Sacro Bambino fu oggetto di sparizioni, rapimenti e improvvise ricomparse. C'è chi dice perfino che la statuina originale si trovi da qualche secolo ben protetta nella chiesa di San Giovanni Battista in Giulianello di Cori e che anche quella rubata nel 1994 fosse in realtà una copia.
Originale o copia che sia, alla statuina vengono attribuiti numerosi miracoli, nel passato da essa stessa annunciati attraverso una accentuata colorazione delle labbra. Il Bambino ante 1994 era ricoperto di
preziosi ex-voto ma le manifestazioni di ringraziamento e gratitudine per grazia ricevuta continuano anche nei confronti della nuova immagine, segno evidente di una immutata capacità taumaturgica.

La scala
La scala che porta all'Aracoeli è ripidissima. E' composta di 120 gradini e sembra che salirla in ginocchio senza voltarsi mai assicuri...  una vincita a lotto. Bah! Sarà vero?

B&B La Breccia a Porta Pia - Via Cagliari 11 - 00198 Roma (RM)
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