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Informazioni > I luoghi

Come arrivarci

     

Partenza

   

A piedi

 

200 m

Destinazione

 

Nomentana - Regina Margherita

Linea

 

60

Direzione

 

Piazza Venezia

Fermate

 

6

Arrivo

 

Piazza Venezia

A piedi

 

200 m

Descrizione

L'area dei Fori si stende tra il Campidoglio e il Palatino ed è divisa in due da Via dei Fori Imperiali, arteria cittadina che unisce Piazza Venezia al Colosseo.
La distinzione più significativa, tuttavia, non è quella geografica, ma quella storico-politica, solo parzialmente coincidente con la prima. Da una parte troviamo il Foro Romano dall'altra i Fori Imperiali.

Il Foro Romano, che si stende proprio sotto il Campidoglio, è stato per secoli il centro religioso, politico e commerciale della città  e ha caratterizzato la vita della Roma repubblicana, anche se le sue origini risalgono addirittura ai tempi dei mitici re di Roma (VI secolo a.C.).

Nell'epoca imperiale il suo ruolo si limitò agli aspetti religiosi e celebrativi. Le attività politiche, commerciali e, probabilmente, anche l'ambizione dei Cesari avevano bisogno di spazi più ampi per manifestarsi adeguatamente. Il Foro da "romano", cioè cittadino e collettivo, divenne "personale" e individualista, assumendo il nome dell'imperatore di turno: il connubio espresso dall'acronimo SPQR, - Senato e Popolo Romano - era ormai un antico ricordo.

I Fori Imperiali, erano costituiti da una serie di piazze monumentali costruite dagli imperatori in un intervallo temporale che va dalla metà del primo secolo a.C. all'inizio del secondo secolo d.C.. Diversamente dal Foro Romano le costruzioni avevano un carattere unitario; ogni progetto seguiva generalmente lo stesso schema, rappresentato da una piazza delimitata ai lati da portici e chiusa sul fondo da un tempio.
Il primo imperatore a voler costruire il proprio Foro fu Giulio Cesare, seguito da Augusto, Vespasiano, Domiziano e Traiano. Durante l'età imperiale si continuò tuttavia a costruire anche nell'area del Foro Romano, anzi l'ultima costruzione, la colonna di Foca, risale al 608 d.C., ben oltre la caduta dell'impero.

Il Medioevo purtroppo rappresentò il declino dei Fori. L'area cominciò a interrarsi e quello che era stato il centro di Roma fu adibito a pascolo, con il nome di Campo Vaccino. La catastrofe avvenne però nel Rinascimento quando la zona fu letteralmente depredata  e utilizzata addirittura come cava. Interi edifici e monumenti andarono distrutti. Solo a partire dai secoli successivi l'area fu lentamente riscoperta e i resti delle bellezze antiche riportati alla luce.

Cosa vedere qui

L'intera area dei Fori merita la visita; pertanto la lista che segue è puramente indicativa:

Cosa vedere partendo da qui

Curiosità

La pietra nera
Il Lapis Niger, il cui nome significa in latino Pietra Nera, è una lastra tombale di origine antichissima, le cui radici affondano più tra le fumose e impalpabili nebbie del mito che nel solido terreno della storia. Sembra che la pietra coprisse due tombe: quella di Romolo, il leggendario fondatore di Roma, e quella di Faustolo, il pastore che aveva allevato lui e il fratellino Remo, abbandonati sulle rive del Tevere, e miracolosamente scampati alla morte grazie al salvifico allattamento da parte di una lupa.

Ai tempi della nascita di Roma tra Romolo, che con l'aratro e i buoi aveva tracciato i confini della città, e Remo, che in segno di sfida li aveva oltrepassati, nacque una lite. Il buon Faustolo tentò di separare i fratelli, non solo inutilmente (Remo, infatti, di lì a poco venne ucciso) ma pagando il suo intervento pacificatore a caro prezzo. Egli infatti morì e nello stesso luogo fu sepolto.

Il sito sembra richiamare realmente eventi nefasti. Sotto il pavimento di marmo nero sono stati infatti trovati i resti di un altare con al centro un cippo recante un'arcaica iscrizione latina, la seconda più antica tra quelle rinvenute fino ad oggi. I caratteri alfabetici somigliano a quelli greci ed etruschi e un'altra particolarità dell'iscrizione è il suo andamento bustrofedico (da sinistra verso destra e poi da destra verso sinistra) che sembra ripetere il movimento dei buoi quando arano un campo. La frase incompleta che si riesce a leggere sul monumento lancia una maledizione nei confronti dell'eventuale profanatore, consacrandolo alle divinità degli Inferi. Brrrrr!

E in effetti il sacrilegio avvenne. La Pietra Nera che dà il nome all'area fu posta per coprire il luogo ormai considerato infausto e foriero di sventura a seguito della profanazione subita durante il sacco di Roma del 390 a.C. a opera dei Galli.

Una vita (e una morte) esagerata!
Anche la chiesa di Santa Francesca Romana ha la sua leggenda ed è legata alla figura di Simon Mago, samaritano convertitosi al Cristianesimo. Egli fu considerato il primo eretico della storia, e bisogna dire che non fece niente per evitarlo. Innanzitutto tentò di comprare la capacità di trasmettere lo Spirito Santo alle persone, tramite l'imposizione delle mani, scatenando l'ira di San Pietro, verso cui aveva rivolto la richiesta. Il suo comportamento determinò la nascita del termine simonia, che consiste, appunto nella compravendita di cose sacre.

Ma non è finita qui. Era convinto di essere Dio, nella Sua totalità, anche se con varianti... geografiche: Padre in Samaria, Figlio in Giudea e Spirito Santo nel resto del mondo. Forse un po' troppo ambizioso?

In ogni caso, profondamente convinto dei suoi poteri, sfidò San Pietro e San Paolo, sollevandosi da terra come fosse senza peso. I Santi, evidentemente turbati, si inginocchiarono e pregarono. Improvvisamente Simon Mago perse le sue facoltà di levitazione e piombò a terra morendo all'istante. Anche il miracolo che determinò la sua morte fu quindi esagerato, eccedendo decisamente in efficacia.

Nello stesso luogo venne secoli più tardi costruita la chiesa di Santa Francesca Romana, dove ancora è conservato il marmo con le impronte delle ginocchia dei due Santi in preghiera.

B&B La Breccia a Porta Pia - Via Cagliari 11 - 00198 Roma (RM)
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