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Porta Pia


Nelle Mura Aureliane troviamo Porta Pia famosa per essere stata simile al fondale di un apparato scenico nel giorno del 20 settembre 1870, in quanto protagonista della fine dello Stato Pontificio che esercitò il proprio potere temporale dal 752 al 1870 divenendo una delle istituzioni politiche più autorevoli ed importanti in Europa.

La Porta Pia è una delle porte che si aprono nelle Mura aureliane di Roma, divenuta particolarmente nota il 20 settembre 1870, quando il tratto di mura adiacente la porta fu lo scenario della fine dello Stato Pontificio. Si tratta di una delle ultime opere di Michelangelo Buonarroti, in cui l'artista utilizzò elementi architettonici particolarmente innovativi.

Fu costruita per ordine di papa Pio IV (da cui il nome) su disegno di Michelangelo tra il 1561 e il 1565 in sostituzione della Porta Nomentana che contemporaneamente venne chiusa e che si trovava a meno di un centinaio di metri verso est.
La sostituzione si rese necessaria a causa del nuovo assetto urbanistico dell’area, che non poteva più prevedere il transito attraverso l’antica Porta Nomentana per l’accesso alla via omonima. Secondo quanto riferisce il Vasari, Michelangelo presentò al pontefice tre diversi progetti, «tutti stravaganti e bellissimi»; per questa ragione il papa optò più pragmaticamente per il più economico. Non si conoscono i tre disegni, né si ha la certezza che l’opera fu effettivamente realizzata sul progetto originario.
A tal proposito, non secondario per la definizione del progetto fu il ruolo degli assistenti del Buonarroti, che all'epoca aveva ottantacinque anni e probabilmente non era in grado di seguire i lavori con la consueta meticolosità.
Di certo l’aspetto moderno ha subito diverse modifiche, giacché una medaglia commemorativa coniata nel 1561 ed un’incisione di Bartolomeo Faleti del 1568,le uniche documentazioni dell’epoca, rappresentano una Porta Pia abbastanza diversa da come appare. Si ritiene comunque che l'incisione del Faleti, sebbene non del tutto esatta, sia la testimonianza più diretta del progetto michelangiolesco. In ogni caso, quello raffigurato sulla medaglia è presumibilmente l’aspetto più vicino al progetto iniziale, sebbene non si possa escludere che in corso d’opera siano state realizzate variazioni progettuali, soprattutto nei particolari, dacché il papa puntava al risparmio. Non è comunque possibile chiarire la questione, in quanto, già una quarantina d’anni dopo la realizzazione della porta, forse a causa di un fulmine, l'attico fu gravemente danneggiato e così rimase fino al 1853, quando lo stesso fu ricostruito su progetto di Virginio Vespignani. Fu comunque uno degli ultimi lavori architettonici del Buonarroti, che morì poco prima che l’opera fosse completata. I lavori furono eseguiti da Giacomo Del Duca, che poi realizzò anche Porta San Giovanni.
La maggior parte degli esperti ritiene che l’interesse principale di Michelangelo fosse rivolto più all’aspetto teatrale-pittorico della porta che a quello funzionale. È infatti collocata alla fine della strada Pia, che riprendeva il tracciato dell’antica “Alta Semita” e proseguiva poi per la moderna via XX Settembre, data della breccia, a concludere con un prospetto frontale imponente un lunghissimo rettifilo che aveva inizio dal Quirinale.
Per un maggiore effetto scenico la porta era quindi un po’ arretrata rispetto alla linea delle mura, con la facciata rivolta verso la città, mentre all’esterno si presentava con un semplice fornice.
Una seconda arcata venne aperta intorno al 1575 per agevolare il transito del traffico, notevolmente aumentato per la chiusura della vicina porta Nomentana, come è puntualmente riportato sull’iscrizione che si trova sul fornice centrale:

PIVS IV PONT MAX
PORTAM PIAM
SVBLATA NOMENTANA EXTRVXIT
VIAM PIAM AEQVATA ALTA SEMITA DVXIT


Le stampe e le incisioni fino al 1577 raffigurano una torre su un lato esterno della porta, che poi appare mozzata; è dubbio se si tratti di un crollo o di un abbassamento voluto per motivi architettonici.
La facciata verso l’esterno della città fu terminata nel 1869 su progetto in stile neoclassico di Virginio Vespignani, il quale sembra si sia ispirato ad un’incisione del 1568 che doveva essere abbastanza vicina al progetto originario michelangiolesco. Iniziata nel 1853 con un restauro per i danni subiti due anni prima per la caduta di un fulmine, vennero realizzati anche gli edifici ed il cortile interno. La facciata, in linea con la cinta muraria, ospita due statue, fiancheggiate da quattro colonne: di Sant'Agnese e di Sant’Alessandro, che il Vespignani collocò all'interno di apposite nicchie, secondo la volontà di Pio IX.
Il papa volle ricordare in tal modo lo scampato pericolo corso in occasione del crollo della sala d'udienza del convento di Sant'Agnese, che sorgeva lì nei pressi, dove il 12 aprile 1855 si era recato in visita. Durante il cannoneggiamento del 1870, le due statue subirono un grave danno e, dopo un lungo restauro, furono ricollocate in sede nel 1929.
Sopra il fornice esterno è stata apposta una lunga iscrizione a ricordo dello scampato pericolo:

HIEROMARTYRIBVS MAGNIS ALEXANDRO PONT MAX AGNETI VIRG
QVORVM TROPAEIS VIA NOMENTANA NOBILITATVR
PIVS IX PONTIFEX MAXIMVS ANNO SACRI PRINC XXIII
PORTAM PIAM NOVIS OPERIBVS COMMVNITAM EXORNATAM DEDICAVIT
DECESSORI INVICTO SOSPITATRICI SVAE
IOSEPHO FERRARIO ANTISTITE VRBANO PRAEFECTO AERARI


All'interno dei fabbricati che, formando un cortiletto, uniscono le due facciate della porta e che un tempo erano utilizzati per l’ufficio doganale, si trova il Museo Storico dei Bersaglieri con la tomba monumentale di Enrico Toti.
Dopo cinque ore di cannoneggiamento dell'artiglieria del Regno d'Italia, fu fatta brillare una carica posta dai reali guastatori che provocò il crollo della fortificazione e aprì una breccia di circa 30 metri nelle Mura, la cosiddetta Breccia di Porta Pia, attraverso la quale irruppero i bersaglieri e ad altri reparti di fanteria. Nel punto esatto in cui fu aperta la breccia, una cinquantina di metri ad ovest della porta, è stato eretto un monumento in marmo e bronzo; di fronte alla porta, al centro del piazzale di Porta Pia, si trova il Monumento al Bersagliere, opera di Publio Morbiducci, posto nel 1932.

Curiosità:

• Nel 1983 è stato girato il film "Strada Pia". Produzione: WDR, Cologna, regia: Georg Brintrup
• La decorazione del lato della porta all’interno della città, realizzata da Michelangelo, ricorda una bacinella con un asciugamano intorno e un sapone al centro. La leggenda vuole che si tratti di uno scherzo dell’artista, che in tal modo voleva ricordare l’origine di papa Pio IV, un Medici che non apparteneva alla nota famiglia fiorentina, ma che pare discendesse da una famiglia di barbieri milanesi. Inoltre, sotto la finestra destra della stessa facciata è stato grossolanamente scolpito un mascherone ghignante, incompiuto, con le ali uncinate (in cui il popolo romano ha voluto riconoscere lo stesso Michelangelo), mentre sotto l’altra finestra c’è un masso appena sbozzato: potrebbe trattarsi di una prova della fretta con cui vennero conclusi i lavori.
• Alla breccia di Porta Pia è dedicato uno dei primi film italiani: "La Presa di Roma".

B&B La Breccia a Porta Pia - Via Cagliari 11 - 00198 Roma (RM)
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